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Dimensioni carta A4 e A3

La carta per stampanti e fotocopie si distingue per il formato, ossia le dimensioni, per tipologia, cioè il tipo di uso per cui è destinata, e per grammatura, ossia il peso per metro quadro che indica la consistenza del singolo foglio e non, come si crede, i suo spessore. A ciò si aggiunge anche la finitura, che può essere lucida, opaca, patinata o testurizzata e determina la sensazione al tatto e la qualità della stampa. Le dimensioni della carta tuttavia sono la prima informazione da conoscere quando si vogliono usare i fogli giusti per la stampante. Tutti conoscono la carta A4 e A3, ma non tutti sanno che questi fanno parte della serie di formati di carta che va dall'A0 all'A9.

Misure dei fogli di carta dall'A0 all'A9

Le dimensioni della carta per stampa nei diversi formati della serie A dipende dal formato commerciale internazionale con cui è venduta la carta: è il formato ISO2016, in uso praticamente ovunque (tranne che USA e Canada) e che si basa sullo standard tedesco DIN 476. Il formato iniziale A0 è un rettangolo di dimensioni 841 x 1189 mm, con area quindi 1 metro quadro. Tagliando a metà questo foglio sul lato lungo si ottengono 2 fogli di formato A1 594 x 841 mm. Per ottenere le dimensioni dei successivi formati occorre tagliare sempre sul lato lungo il foglio che si ottiene:

  • il formato A2 misura 420 x 594 mm,
  • il formato A3 297 x 420 mm,
  • il formato A4 210 x 297 mm,
  • il formato A5 148 x 210 mm,
  • il formato A6 105 x 148 mm,
  • il formato A7 74 x 105 mm,
  • il formato A8 52 x 74 mm,
  • il formato A9 37 x 52 mm
  • il formato A10 26 x 37 mm.

A ciascun formato corrispondono degli usi specifici e ormai canonici: l'A3 e A4 sono i formati di stampa più diffusi tanto nelle stampanti professionali da ufficio quanto in quelle domestiche, il formato A6 è quello per la stampa delle fotografie, l'A8 per i biglietti da visita e l'A9 per le etichette adesive.

Dimensioni della carta A4 e A3

Prendendo in considerazione solo le dimensioni della carta A4 e A3, quando si tratta di stampare sarebbe opportuno valutare anche la grammatura e la finitura della carta. La carta comune ha una grammatura di circa 80 g/m2 e fotocopiatrici, stampanti e dispositivi multifunzione sono tarati per utilizzare carta con grammatura compresa tra i 60 g/m2 e i 90 g/m2. Normalmente per stampare si usa carta uso mano, che è la più comune nonché economica, ma esiste la carta patinata, che è in grado di far risaltare i colori ed è indicata per la stampa di foto, immagini e presentazioni di impatto visivo, e la carta speciale, con superficie ruvida, che può essere gradevole al tatto ma non è poco adatta per stampare e fotocopiare.

Infine, nel scegliere una risma di carta per stampare, può essere interessante valutare anche la Luminosità, o Grado di Bianco, della carta. Il Grado di Bianco misura la riflessione della carta, cioè la sua luminosità (quanto ci appare bianca appunto), ha un valore ISO e determina 3 tipi di carta: il Tipo A con punto di bianco superiore a 109, il Tipo B superiore a 104 e il Tipo C superiore a 99. Il Tipo A è la carta per stampa e fotocopie di alta qualità, il Tipo B è quella di uso più quotidiano, con ogni tipo di stampante inkjet o laser, fotocopiatrice e dispositivo multifunzione, la Tipo C è la più economica, adatta alla stampa di bozze in bianco e nero.

Acquistare il tipo di carta più adatto all’uso che se ne deve fare e al dispositivo di stampa che si utilizza può significare non solo qualità di stampa migliore ma anche sensibili risparmi in termini di consumo di carta, di uso del toner e di usura della stampante o della fotocopiatrice multifunzione.


Carta per stampa e fotocopie Viking

La carta per stampanti è senza dubbio tra i materiali più utilizzati negli uffici e nelle case di tutto il mondo. La carta per stampanti e per fotocopie è considerata un cosiddetto consumabile, e spesso il suo acquisto viene valutato solo in funzione del prezzo. Tuttavia ci sono altre caratteristiche importanti che si possono considerare per ridurre i costi, i consumi e gli sprechi di materiale. Grammatura, spessore, rigidità, rugosità, opacità, luminosità e punto di bianco sono le caratteristiche che contraddistinguono i diversi tipi di carta per stampanti e che possono fare la differenza tra una stampa di qualità e d'effetto, una stampa economica e un lavoro senza sprechi.

Carta per stampanti: le caratteristiche

Come prima cosa è importante sapere che la carta per stampanti è venduta in risme, cioè pacchi da 500 fogli ciascuno, oppure nei cosiddetti Big-Box, che contengono circa 2500 fogli di carta. Ovviamente il costo unitario del foglio di carta si riduce maggiore è il volume di acquisto. La carta per stampanti poi è venduta in diversi formati, il più comune dei quali è l'A4 che misura 210 x 297 cm: è il formato più diffuso nelle stampanti multifunzione domestiche e anche in quelle da ufficio, anche se spesso è disponibile anche il formato A3, che corrisponde a due fogli A4 affiancati per il lato lungo, quindi 297 x 420 cm. La caratteristica più evidente della carta per stampanti, dopo ovviamente le dimensioni, è la grammatura. La grammatura della carta per stampanti è in pratica il suo peso, espresso in grammi per metro quadro. Attenzione: la grammatura ha relativamente poco a che fare con lo spessore della carta, che dipende da altri fattori, come per esempio le lavorazioni. La grammatura di un foglio per stampante va dai 60 ai 90 g/m2: è la cosiddetta carta "usomano" e non necessariamente a una grammatura inferiore corrisponde una qualità inferiore. Alla grammatura contribuiscono aspetti come il tipo di fibre utilizzate, il tipo di lavorazione, la presenza di legno e altre variabili. La grammatura indica sostanzialmente la consistenza di un foglio di carta, e la carta per stampanti di solito ha una grammatura di 80 g/m2. Lo spessore di un foglio di carta è una caratteristica facilmente intuibile anche al tatto. Ciò che è importante sapere è che le moderne stampanti, sia domestiche che professionali, sono tarate per funzionare con fogli di carta di spessore minimo di 85 micrometri (cioè 85 milionesimi di metro): carta per stampanti di dubbia provenienza o esageratamente economica potrebbe non rispettare questo valore minimo con il risultato di incepparsi nella stampante. Anche la rigidità è una caratteristica facilmente intuibile al tatto: è la caratteristica per cui un foglio resiste alla flessione. Normalmente carte meno rigide sono considerate di minor qualità e utilizzate per le stampe di bozze o documenti non importanti, mentre le carte per stampanti più rigide utilizzate per lavori ufficiali o di impatto e prestigio.

Altre caratteristiche della carta per stampanti: rugosità, opacità, luminosità e punto di bianco

Altre caratteristiche della carta per stampanti sono la rugosità, l'opacità e la luminosità. La rugosità è una caratteristica della superficie della carta e indica la resistenza allo scivolamento: più una carta è liscia e meno potrebbe essere trasportata dai meccanismi delle stampanti, rovinando la qualità della stampa; d'altra parte una carta troppo rugosa potrebbe assorbire male l'inchiostro liquido o fissare male il toner. Per capire se una carta ha la giusta rugosità bisogna fare riferimento allo standard ISO 8791-2: la media è 140 ml/m/n, un valore più alto significa che è più rugosa, più basso che è più liscia. L'opacità è il grado di trasparenza di un foglio di carta per stampante, cioè quanto lascia vedere attraverso di esso: più è trasparente e meno è di qualità. Infine la luminosità è la quantità di luce riflessa dal foglio, una caratteristica importante per le stampe a colori ma non da confondere con il punto di bianco. Il punto di bianco infatti è un po' il grado di purezza del colore del foglio: ci sono bianchi più "sporchi", tendenti al grigio (con CIE intorno ai 145 / 150), e bianchi più puri (con CIE superiori a 165). Per semplificare, la luminosità massima è quella della carta Tipo A, con punto di bianco elevatissimo, ideale per i migliori risultati di stampa; per la stampa di bozze, per le fotocopiatrici e per il miglior rapporto qualità-prezzo è indicata la carta di Tipo B; la carta di Tipo C è quella di minor qualità, più economica, adatta a bozze in bianco e nero o documenti per cui non è richiesta qualità di stampa elevata.

Carta per stampante e fotocopiatrice: come scegliere la più adatta

La carta è carta, ma non tutti i tipi di carta per stampante sono uguali. Anzi, nel mercato della carta per stampanti, fotocopiatrici e macchine multifunzione ci sono diverse tipologie, formati e qualità di carta, ciascuno più o meno adatto agli usi che se ne devono fare e agli strumenti a disposizione.

Acquistare il tipo di carta più adatto all'uso che se ne deve fare e al dispositivo di stampa che si utilizza può significare non solo qualità di stampa migliore ma anche sensibili risparmi in termini di consumo di carta, di uso del toner e di usura della stampante o della fotocopiatrice multifunzione.

Ecco quindi come scegliere la carta per la stampante più adatta alle proprie esigenze e ai dispositivi di stampa che si usano.

Intanto: la carta è venduta in risme, solitamente da 500 fogli circa, o in BigBox, grandi scatole che contengono fino a 2500 fogli circa. Ovviamente una prima azione di risparmio è quella di valutare i propri consumi e acquistare di conseguenza: grandi quantità, come per esempio un BigBox o più risme, permettono di abbattere i costi unitari di spedizione.

I formati della carta per stampante

Il formato commerciale per la carta ISO 216 si basa sullo standard tedesco DIN 476: il formato iniziale della carta è un rettangolo delle dimensioni di 1 metro quadrato delle dimensioni di 841 x 1189 mm. Tagliando a metà questo formato per il lato più lungo si ottengono tutte le successive ed inferiori misure: A1, A2, A3, A4, etc.

La carta più utilizzata in quasi tutti gli uffici e gli studi professionali è quella in formato A4 delle dimensioni di 210 x 297 mm. Alcune stampanti e fotocopiatrici utilizzano anche il formato A3, che ha le dimensioni di 2 fogli A4 affiancati sul lato più lungo. Altri formati di carta sono utilizzati solo da dispositivi di stampa altamente professionali.

La carta propriamente detta è tale se ha un peso al metro quadro fra i 30 ed i 150 gr/m2. La carta di uso comune e quotidiano ha normalmente una grammatura intorno agli 80 g/m2: la grammatura per metro quadro indica la consistenza del singolo foglio di carta, e non necessariamente il suo spessore. Per fotocopiatrici, stampanti e dispositivi multifunzione si usa carta con grammatura tra i 60 g/m2 e i 90 g/m2.

La grammatura e le dimensioni non sono le uniche caratteristiche da considerare per acquistare la carta più adatta alle proprie necessità di stampa. Normalmente è infatti indicato, talvolta anche nel nome commerciale, l'uso specifico per il quale è ideale quel tipo di carta.

Carta uso mano: la più comune, la più economica, la più adatta a stampare semplici documenti di testo.
Carta patinata: rivestista con una specie di patina, esalta i colori facendoli risaltare e rilucere.
Carta speciale: ha una superficie ruvida che, fatte salve particolari esigenze, mal si adatta a stampanti e fotocopiatrici.

C'è poi la Luminosità, o valore di bianco, che distingue la bianchezza della carta.
La qualità massima è quella della carta tipo A, con punto di bianco elevatissimo e adatta a stampanti laser, inkjet e fotocopiatrici. I risultati migliori di stampa si ottengono con questo tipo di carta.
La carta di tipo B è il giusto compromesso, adatta a ogni tipo di stampante inkjet o laser, per i fax, per le fotocopiatrici e per i dispositivi multifunzione, e normalmente garantisce il miglior rapporto qualità-prezzo.
C'è infine la carta di tipo C, la più economica, buona per le stampe in bianco e nero o quando non è necessaria la qualità di una presentazione formale.

La carta riciclata invece ha una qualità necessariamente inferiore a tutte le altre ma ha altri valori, primo fra tutti quello del rispetto dell'ambiente e dell'impatto del proprio consumo su di esso.

Carta per la stampa: quale differenza tra ecologica e riciclata?

Sempre più aziende e realtà professionali prestano attenzione all'impatto ambientale delle proprie attività, e tra i modi di ridurre il consumo di risorse naturali e l'immissione nell'ambiente di sostanze inquinanti c'è sicuramente la scelta di utilizzare, per le attività di stampa, per le fotocopie o per i fax, carta di tipo ecologico.

Tuttavia c'è ancora parecchia confusione sul mercato quando si tratta di identificare chiaramente cosa significa carta ecologica per stampanti e fotocopiatrici e quale sia la differenza tra la carta considerata ecologica e rispettosa dell'ambiente e la carta riciclata.

Per fare chiarezza bisogna partire da una distinzione preliminare: la carta riciclata è ottenuta dal riciclo di materiali cartacei e può essere sbiancata, e quindi di colore bianco puro, oppure no, e quindi di colore più scuro, tendente al marroncino o al grigiastro; la carta ecologica è invece prodotta attraverso l'uso di cellulosa, ottenuta da legno proveniente da foreste certificate FSC, Forest Stewardship Council: questa certificazione garantisce che la materia prima usata proviene da foreste dove sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Fatta questa prima grande distinzione, e prima di scegliere la carta più adatta per la stampante, ci sono poi da sfatare alcuni miti duri a morire.

Cominciamo dalla carta riciclata: ormai tutti i produttori di stampanti, fotocopiatrici e dispositivi multifunzione garantiscono che la carta riciclata è perfettamente compatibile con le loro macchine, e che quindi la carta riciclata non inceppa stampanti, fax e altri dispositivi; la carta riciclata è perfettamente equivalente alla carta bianca, quindi non impolvera, non si strappa più facilmente e non emana un odore sgradevole, come invece accadeva nel passato; la carta riciclata non è nemmeno più cara di quella bianca, anzi ormai si può risparmiare sui costi di stampa anche fino al 15% del proprio budget; è vero invece che la carta riciclata, a causa della lignina contenuta in alcuni tipi di carta che si ricicla (per esempio quella dei giornali), tende a ingiallire: si tratta di un processo che impega numerosi anni e che quindi non impatta sulle normali attività quotidiane di stampa e dell'uso di documenti cartacei.

Riguardo alla carta riciclata c'è poi da sottolineare come esistano sul mercato tipi di carta riciclata perfettamente bianca, ottenuti in tre modi: l'aggiunta di fibra di cellulosa vergine, che non può superare il 40% (e che per essere davvero ecologica deve provenire da forese certificate FSC); dei processi di sbiancamento che utilizzano cloro e altre sostanze chimiche (in questo secondo caso si tratta di carta riciclata ma non perfettamente ecologica); dei processi di sbiancamento che non utilizzano sostanze chimica ma preparati a base di ossigeno.

C'è poi la carta cosiddetta 100% ecologica: si tratta di carta non solo proveniente da foreste certificate FSC, Forest Stewardship Council, o PEFC, ma anche sbiancata senza l'uso di cloro o sostanze chimiche ma solo attraverso i preparati a base di ossigeno. Per chiarezza bisogna dire che anche per la carta 100% ecologica rimane il problema dell'utilizzo di ingenti quantità di acqua ed energia.

Alla fine come fare a districarsi negli acquisti di carta ecologica per stampanti, fotocopiatrici e multifunzione? Imparando a riconoscere i marchi di riferimento e certificazione FSC, PEFC ed EU EcoLabel.

Carta stampante ecologica riciclata